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Il Sistema Industriale in Irpinia

Dati strutturali provinciali 

Il Rapporto Provinciale - Giornata dell'Economia maggio 2009

Il Rapporto Provinciale - Giornata dell'Economia maggio 2008

L’economia della Campania nell’anno 2006 Banca d'Italia (31/05/2007)

Note sull’andamento dell’economia della Campania nel 2005 (edizione 08/2006)

Il Rapporto Provinciale - Giornata dell'Economia 12/05/2006

Dati provinciali sull'occupazione e disoccupazione nel 2005 

Dati regionali e provinciali sull'occupazione e disoccupazione nel 2004.

LA PROVINCIA DI AVELLINO
IN CIFRE
:
Superficie: 2.792 Kmq
Comuni: 119
Abitanti: 440.890
Imprese: 40.821

Ambiente e condizioni di vita

Situata nell'entroterra campano, la provincia di Avellino presenta una configurazione territoriale montuoso collinare. La dorsale Appenninica ripartisce il territorio in due versanti diversi tra loro: una zona occidentale pianeggiante che copre appena il 26% dei territorio provinciale, ed una orientale, composta da monti e colline. Le differenti caratteristiche dei due versanti si sono ripercosse anche sulla distribuzione territoriale della popolazione, tanto che i circa 441.000 abitanti della provincia si concentrano nella fascia collinare, in particolare nel distretto di Solofra e nell'hinterland del capoluogo con una densità quattro volte superiore rispetto alle aree montane e più che doppia rispetto alla media provinciale. Il baricentro demografico della provincia si colloca in prossimità di Chiusano San Domenico. La morfologia dei territorio ha ostacolato l'urbanizzazione dell'Irpinia e favorito la diffusione di centri di dimensione medio‑piccola, molti dei quali completamente ricostruiti dopo gli eventi sismici del 1980.

Imprese e mercati

Il territorio irpino può definirsi come una realtà in bilico tra arretratezza e modernizzazione e la struttura economico‑produttiva, pur essendo sostenuta da attività manifatturiere abbastanza articolate in diversi settori, rimane legata a comparti tradizionali come l’agricoltura e l’edilizia. La provincia di Avellino possiede, una tradizione importante nell'agroalimentare, in particolare in quello dei prodotti tipici di qualità: è assai fiorente la produzione vitivinicola (va infatti ricordato che in provincia vi è stato l'unico riconoscimento D.O.C.G. dell'intero Meridione), soprattutto concentrata nell'area tra Tufo e Taurasi, e significativa si presenta anche la produzione di nocciole, castagne (riconoscimenti D.O.C. e I.T.G. alla Castagna di Montella e alla Rossa di S. Mango) e altri prodotti dei sottobosco, così come quella dei formaggi.

Il settore alimentare locale è inoltre caratterizzato dalla presenza di pastifici ed aziende dolciarie per la produzione di torrone e trasformazione delle castagne.

La dislocazione della attività manifatturiere sul territorio individua la presenza di due Distretti Industiali, la concia a Solofra, pienamente rispondente ai parametri ISTAT, ed il tessile‑abbigliamento a Calitri, caratterizzato dalla presenza della C.D.I – Industria Tessile del Gruppo Lettieri. Aggregati di unità produttive specializzate, organizzate secondo logiche di filiera e integrate in sistemi insediativi a rete si riscontrano nella zona di Pianodardine, a ridosso dei capoluogo, in cui sono localizzate imprese del meccanico, delle alte tecnologie  e dei trasporti; nel Medio Calore con la lavorazione dei metalli; nell'Alto Ofanto particolarmente vocato all'alimentare; nella Valle dell'Ufita con una specializzazione nei mezzi di trasporto.

L'area di Solofra, terzo polo conciario italiano insieme ad Arzignano in Veneto e Santa Croce sull'Arno in Toscana, si articola su quattro comuni (oltre a Solofra, Montoro Superiore, Montoro Inferiore e Serino). La tipologia di produzione, inizialmente limitata alla lavorazione di pellami per calzature, si è successivamente esteso e diversificato con la lavorazione di pellami per abbigliamento. Inoltre la concentrazione territoriale ha favorito processi di integrazione orizzontale tra le imprese, attraverso il decentramento produttivo, e di integrazione verticale, con la nascita di numerose attività di confezioni in pelle. Negli anni più recenti, per aumentare la competitività sui mercati esteri si è fatto largamente ricorso all'introduzione di nuove soluzioni organizzative e ad innovazioni nei processi produttivi per fronteggiare la competizione che fa leva sul costi di produzione di Paesi emergenti come la Cina. La  presenza di tali aziende ha favorito un sempre maggiore impulso alle attività di export confermando l’alta propensione all’internazionalizzazione del comparto conciario tra le realtà provinciali e campane. 

Nello scenario produttivo le piccole imprese operano soprattutto nei settori tradizionali (concia, alimentari, legno, metalmeccanico), mentre le unità produttive di maggiori dimensioni appartengono alla meccanica e ai settori più moderni ed innovativi. Il tasso d'industrializzazione tuttavia in Irpinia appare ragguardevole rispetto a quello campano e meridionale. D'altra parte la componente industriale dei reddito è stata essenziale per definire l'Irpinia come "area dinamica", cioè con un tasso di espansione superiore alla media meridionale, pur partendo da una base di reddito inferiore alla media dei Mezzogiorno. 

L'industrializzazione tuttavia si è diffusa a macchia di leopardo e sostanzialmente lungo gli assi stradali Napoli‑Avellino‑Grottaminarda e Avellino Salerno.  

Esempi di importanti insediamenti sono costituiti da: stabilimenti del Gruppo FIAT a Flumeri (IRISBUS) e Pratola Serra (FMA), stabilimento ALMEC a Nusco, NOVOLEGNO del Gruppo FANTONI, DENSO del Gruppo TOYOTA e Bull Sud a Pianodardine. 

Sicuramente il settore automobilistico è stato quello più capace di creare un indotto con piccole e medie imprese, anche per il vantaggio dato dall'insediamento nelle vicinanze della rete autostradale e della favorevole localizzazione intermedia tra i poli FIAT del Mezzogiorno di Melfi e Pomigliano D’Arco. 

Da segnalare che a seguito dell’intervento del post-terremoto sono stati realizzati otto nuovi nuclei industriali nelle aree interne dove sono presenti aziende locali e di noti gruppi nazionali (Ferrero, Zuegg, Parmalat, ecc…) e ciò ha reso possibile la realizzazione di importanti infrastrutture soprattutto stradali. In tali zone è in corso un Contratto d’Area con una previsione di nuovi insediamenti e nuovi investimenti. 

Da segnalare la presenza di numerose aziende operanti nel settore dell’elettronica e dell’Information Communication Technology; in particolare si segnalano aziende del calibro della ITALDATA, grande impresa del gruppo Siemens, specializzata nella implementazione di software, di servizi di e-learning, e di applicativi e gestionali per le piccole e medie imprese oltre che per la pubblica amministrazione e gli Enti Locali.  

In continua crescita esponenziale, nonostante la generale contrazione, le aziende del settore ICT, mostrano in provincia un trend di crescita prossima al 10%. 

Le politiche di sostegno, se da un lato si sono rivelate essenziali nel processo di sviluppo irpino, dall'altro rappresentano oggi un pesante vincolo: la diminuzione dell'intervento pubblico ha ridotto i margini per ulteriori scelte di delocalizzazione, mentre l'industria d'importazione appare spesso scollegata dal contesto economico‑produttivo locale e troppo dipendente dai mercati esterni. Un modello imprenditoriale strutturalmente inadeguato e la distanza dai principali mercati extraprovinciali costituiscono infine le cause principali delle frequenti crisi dell'economia irpina. 

Il valore aggiunto provinciale

Per l’economica Irpina, gli ultimi anni sono stati particolarmente difficili, caratterizzati dalla pesante flessione del commercio estero e dal ristagnare dei consumi interni; a conferma di ciò, il principale indicatore di tipo macro-economico, con dettaglio territoriale, il valore aggiunto pro-capite, segna infatti negli ultimi anni una variazione negativa pari a –0,1% dopo anni in cui il ritmo di crescita medio annuo era stato di oltre l’8%. 

Competitività dei territorio

Il tessuto produttivo irpino sconta alcuni nodi strutturali che ne limitano lo sviluppo e soprattutto disegnano un processo di crescita discontinuo con frequenti battute di arresto.

Il patrimonio infrastrutturale è storicamente privo di un'adeguata rete di comunicazione e risulta sottodimensionato rispetto alla domanda. Per tutta la provincia risulta carente la rete dei trasporti su rotaia e, come in tutta la regione, è avvertita l'esigenza di una dimensione più efficiente del traffico aereo. La vicinanza dei porti di Napoli e di Salerno ha favorito i traffici commerciali del Distretto di Solofra, che negli ultimi anni ha sollecitato una crescita dell'offerta di servizi alle sue imprese, decisamente votate alla ricerca di nuovi sbocchi per i propri manufatti. Complessivamente il territorio della Provincia di Avellino presenta buone possibilità di attrattiva per i nuovi investimenti che di seguito  vengono sintetizzate. 

Scarsa è la presenza numerica dell’impresa di medie dimensioni; il 94,6% delle società irpine ha un fatturato inferiore a 5 milioni di Euro che, però, nel complesso produce il 32,4 della ricchezza provinciale.  

In provincia si rileva, una tipologia di impresa, dalla forma societaria e di dimensione medio piccola (5-50 milioni di Euro), non molto numerosa, ma solida, presente in quasi tutti i settori, ad eccezione di quello alberghiero completamento concentrato nella fascia più piccola.  

Di rilievo,anche il peso  sul fatturato attribuibile alle grandi imprese (il 22,9 del fatturato totale viene dichiarato dallo 0,1% delle società di capitale): tale tipologia d’impresa è presente esclusivamente nel comparto manifatturiero. 

Per quanto riguarda gli  investimenti diretti esteri nella provincia di Avellino si registrano, nel quadriennio 2001-2004  investimenti per circa 80 milioni di Euro da parte di società operanti in vari settori dimostrando, tale fenomeno, una certa attrattività del territorio; tuttavia, nello stesso periodo si è registrata una forte tendenza a spostare all’estero le linee produttive, nell’ottica sempre più diffusa, di realizzare maggiori vantaggi competitivi.  

I punti di forza 

I punti di forza della provincia di Avellino sono: 

·          esistenza di un sistema industriale consolidato; per quanto giovane il sistema manifatturiero della provincia di Avellino si è ormai consolidato, con produzioni di qualità e con strutture produttive fortemente competitive; i settori di specializzazione a livello provinciale sono: la lavorazione delle pelli, il metalmeccanico ed i mezzi di trasporto, il tessile e abbigliamento, la lavorazione del legno e l’agroalimentare di qualità. Strutture di eccellenza nell’informatica e nei servizi avanzati alle imprese completano il modello di specializzazione avellinese; 

·          disponibilità di lotti industriali in aree attrezzate: c’è offerta, a prezzo medio contenuto, di terreni ad uso industriale in aree urbanizzate ed attrezzate; tali aree produttive sono tutte ben collegate tra loro ed alla rete infrastrutturale nazionale e costituiscono un vero e proprio sistema a rete; 

·          vicinanza alle principali reti stradali e autostradali; la provincia di Avellino, con un territorio non molto esteso, è facilmente raggiungibile dalla rete nazionale stradale e dispone di una serie di arterie a scorrimento veloce che la attraversano  e garantiscono un  collegamento efficiente da e per l’esterno.

È punto di snodo tra le direttrici stradali Nord-Sud ed Est-Ovest [raccordo autostradale SA-AV, l’autostrada A16 (NA-BA) ed A30 (CE-SA), SS Ofantina Avellino-Melfi] lungo queste arterie sono dislocati e ben collegati la quasi totalità delle aree produttive.

È inoltre attraversata dalla ferrovia Roma-Bari e dai rami secondari AV-Benevento, AV-Rocchetta S. Antonio, da quest’ultima, parallela alla SS. Ofantina, è possibile il collegamento merci dei nuclei industriali di Avellino e quelli ex art. 32 alla rete ferroviaria nazionale; 

·          vicinanza con il sistema nazionale dei trasporti (porti, aeroporti ed interporti). Dal capoluogo di provincia, le principali infrastrutture di trasporto distano:

Tirreno: Porto di Salerno 30 km; Porto di Napoli 50 km; Adriatico: Porto di Manfredonia 120 Km, Porto di Bari 190 Km;

Aeroporti di: Capodichino (Na) 50 km, Pontecagnano (SA) 40 Km, Palese (BA) 190 Km, Fiumicino (RM) 250 Km;

Interporto di Nola (Na) 30 km    

·          vicinanza con strutture di ricerca di eccellenza, in un raggio medio di 50 Km sono collocate le Università degli Studi di Napoli, Salerno, Benevento, tra le altre, con una alta  presenza di facoltà nelle diverse discipline scientifiche; tali Università  sono anche sede di corsi di laurea breve, alcune operanti nella stessa Avellino.

Nell’area operano diverse strutture di ricerca quali i centri del C.N.R., il Parco Scientifico e Tecnologico di Salerno e delle Aree Interne della Campania, il Centro di Ricerca in Matematica Pura e Applica C.R.M.P.A., che svolgono attività di trasferimento  tecnologico alle imprese anche in collegamento con le Università.
Rilevante la dotazione di strutture specialistiche operanti nel settore della formazione alle imprese (di emanazione universitario e non);
 

·        credito e servizi alle imprese: vi è un’ampia rete di sportelli bancari con presenza capillare in quasi tutti i comuni della provincia; la città è sede di un Istituto bancario di rilevanza interregionale.

Buona è la dotazione di società di servizi avanzati che coprono quasi tutte le tipologie, anche specialistiche, necessarie al settore imprenditoriale; 

·          ampia disponibilità di manodopera qualificata; bacino di manodopera ad elevata scolarizzazione (diplomata e laureata), con un tasso di disoccupazione in linea con quella nazionale, risultato essere più basso rispetto alla media del Mezzogiorno; 

·          l’ambiente sociale e il territorio sono favorevoli per le imprese:

pur essendo a ridosso dell’area metropolitana di Napoli si caratterizza per bassissimi livelli di criminalità, per bassi livelli di congestione e per l’assenza di gravi tensioni del tessuto civili come tra l’altro testimoniato da diversi studi e ricerche (CENSIS, Analisi periodica sulla qualità della vita del Sole 24 ore)

·          ambiente imprenditoriale e specializzazione manifatturiera, è caratterizzato da una cultura imprenditoriale ormai radicata, con il settore in continua crescita (in aumento le nuove imprese ed un tasso di mortalità più basso della media regionale);

·          autorizzazione agli impianti: le procedure burocratiche per le concessioni ai nuovi impianti, sono abbastanza snelle 90-150 gg.); gli Enti territoriali interessati si stanno attivando per l’attuazione dello Sportello Unico per accelerare le procedure;

·          interventi finanziari pubblici per lo sviluppo (Comunitari, Nazionali e Regionali); la provincia di Avellino ricade nell’area obiettivo 1 dell’Unione Europea (ritardo di sviluppo economico Reg. UE 2081) e pertanto beneficia delle maggiori agevolazioni a fondo perduto e a tasso agevolato sia nazionali che comunitarie.

 

 

 

 

 

 
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